La selezione enologica

La realizzazione del progetto ”Torino DOC”, promosso dalla Camera di commercio di Torino, prende le mosse dalla selezione enologica, quale momento tecnico di valutazione dei vini, e costituisce lo snodo preliminare alla pubblicazione della guida “Torino DOC”.

L’attività di selezione, svolta grazie alla preziosa collaborazione del Laboratorio Chimico camerale, ha prioritariamente lo scopo di dare visibilità alla migliore produzione enologica della nostra provincia e di costituire il punto di partenza per raccontareil nostro territorio in uno dei suoi aspetti più significativi e ricchi di tradizione.

Al fine diffondere la conoscenza delle realtà produttive che hanno scelto la qualità come obiettivo, la partecipazione è riservata a tutti i produttori con sede e/o unità locali produttive e/o vigneti in provincia di Torino e, limitatamente alle denominazioni di origine del territorio, anche ai vinificatori assoggettati ai piani di controllo, che trasformino uve prodotte da viticoltori operanti nelle circoscrizioni di competenza delle Camere di commercio di Torino, Cuneo, Biella e Vercelli, in quanto territori di produzione ricompresi nei disciplinari dei vini ammessi (Erbaluce di Caluso, Carema, Canavese, Freisa di Chieri, Collina Torinese, Pinerolese, Valsusa).

Le diverse zone di produzione possono ricondursi, secondo un criterio di omogeneità ambientale e colturale, a quattro distinte aree vitivinicole in cui può suddividersi il territorio provinciale, il Canavese, la Collina torinese, il Pinerolese e la Valle di Susa.

I campioni presentati dai produttori sono stati esaminati, in forma rigorosamente anonima, da commissioni composte, per ogni seduta, da un minimo di cinque ad un massimo di sette membri iscritti agli Elenchi dei tecnici ed esperti degustatori della Camera di commercio di Torino, già chiamati periodicamente a far parte della Commissione di degustazione per i vini DOC e DOCG della provincia presso la sede camerale. L’esperienza e la conoscenza dei nostri vini riconosciuta ai suoi componenti, unitamente alla garanzia dell’anonimizzazione, sono tali da assicurare al meglio la necessaria perizia ed indipendenza di giudizio. L’iniziativa si configura, infatti, come un’occasione per andare oltre il solo giudizio di idoneità (necessario per partecipare alla selezione) e, quindi, per approfondire la “conoscenza” dei vini, rintracciandone le qualità distintive e attribuendone una valutazione a punteggio.

Ogni membro della commissione ha registrato le proprie valutazioni su apposite schede secondo il metodo di analisi sensoriale “Union Internationale des Oenologues”.
Nelle operazioni di prelievo e verifica dei campioni prodotti dalle aziende interessate, la Camera di commercio si è avvalsa del suo Laboratorio Chimico, le cui attività e finalità istituzionali sono presentate nelle pagine seguenti. La Camera di commercio ha gestito direttamente l’anonimizzazione dei campioni di vino da sottoporre all’esame della Commissione di degustazione, ospitandone le sedute e seguendo successivamente tutte le fasi del lavoro dei commissari sino alla stesura dei risultati.

Per tre giorni consecutivi, dal 28 al 30 maggio 2018, 16 membri della commissione di degustazione camerale si sono riuniti, coordinati dai funzionari camerali, per valutare in 9 sedute di assaggio ben 156 campioni di vino provenienti da 46 diverse aziende provinciali.

Su ogni campione degustato la Commissione, sulla base del regolamento della selezione, ha espresso un giudizio collegiale su un’unica scheda compilata dal presidente eletto nel suo seno e controfirmata da tutti i componenti. Il risultato è stato calcolato operando la media aritmetica delle valutazioni espresse individualmente da parte di ciascun componente, previa eliminazione della valutazione più elevata e di quella più bassa.

Sono tre le fasce di merito previste dal regolamento: “buono” da 80 a 84 centesimi, “ottimo” da 85 a 89 centesimi, “eccellente” a partire da 90 centesimi.

Bevi bene e responsabilmente