ERBALUCE

Anche se non si può considerare un vitigno autoctono in senso stretto, l’Erbaluce ha per la provincia di Torino un’importanza storica poiché la sua presenza è limitata all’area dell’alto Piemonte e soprattutto al Canavese dove si è diffuso trovando le condizioni ambientali migliori per il suo sviluppo. In questa zona oggi rappresenta il vitigno fondamentale per estensione colturale e valore commerciale dei vini.

L’Erbaluce è caratterizzato da una vigoria elevata e dal fatto di avere una fertilità buona solo sulle ultime gemme del tralcio, due fattori che fanno sì che per la sua coltivazione siano necessari sistemi d’allevamento espansi quali la tradizionale pergola canavesana. Tale forma d’allevamento, unica sul territorio piemontese, è riconducibile ad una pergola (detta localmente topia) con pali di sostegno e traverse, generalmente in legno di castagno alte fino a 2m da terra, portanti i capi a frutto. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico, un po’ allungato, compatto ma talora più spargolo. Gli acini sono sferoidali con buccia spessa e a maturità assumono una particolare colorazione ambrata se ben esposti al sole. Dall’Erbaluce si possono ottenere prodotti di diversa tipologia, dagli intensi spumanti secchi, ai vini tranquilli, agli importanti passiti; tutto per merito delle sue uve che sono dotate di elevata acidità fissa e ben si prestano all’appassimento.

Bevi bene e responsabilmente